Puoi salvare i punti della tua patente in caso di multa dell’autovelox: perché fare attenzione a questo dettaglio.
Chi non ha mai temuto la ricezione di una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox, con la conseguente decurtazione dei punti dalla patente o, nei casi più gravi, la sospensione della stessa?
La buona notizia è che esiste un modo legale per evitare queste conseguenze, grazie a una precisa interpretazione della legge supportata dalla Corte di Cassazione. Questo articolo ti guiderà su come salvare la patente in caso di multa autovelox.
Esploriamo insieme una scappatoia legale che, se utilizzata correttamente e in buona fede, può proteggere i tuoi preziosi punti patente. Questo non è un invito a violare il Codice della Strada, ma una guida per comprendere i tuoi diritti e sfruttare le eccezioni previste dalla legge. Quando si riceve una multa per eccesso di velocità da un autovelox, il verbale inviato a casa dettaglia l’importo da pagare e i punti che saranno sottratti. Importante è l’invito a comunicare, entro 60 giorni, i dati dell’effettivo conducente al momento dell’infrazione.
La legge, infatti, prevede che i punti siano decurtati solo al conducente responsabile dell’infrazione, non al proprietario del veicolo, a meno che non coincidano. Il titolare ha due opzioni: comunicare i dati dell’effettivo conducente, con la conseguente decurtazione dei punti a quest’ultimo, o non comunicarli, affrontando una seconda multa che varia da 291 a 1.166 euro. Quest’ultima opzione, però, permette di mantenere integri i punti sulla patente.
La Corte di Cassazione ha introdotto una terza possibilità: comunicare alla polizia di non essere in grado di ricordare chi fosse alla guida, a patto che questa impossibilità sia giustificata da un motivo valido e documentabile. In questo modo, si evita sia la decurtazione dei punti sia la seconda sanzione.
Attenzione: affermare di “non ricordare” deve essere supportato da prove oggettive. Un esempio classico è quello di un veicolo intestato a un anziano che non guida più e che viene utilizzato da vari familiari. In questo caso, l’anziano potrebbe non ricordare chi fosse al volante in un determinato giorno e ora, e il suo motivo potrebbe essere considerato valido.
Prendiamo l’esempio di signora Maria, che riceve una multa per eccesso di velocità. Se può dimostrare, ad esempio tramite certificati medici, che non poteva guidare nel momento contestato, la sua dichiarazione di non ricordo potrebbe essere accettata. In pratica, se ricevi una multa e vuoi salvaguardare i tuoi punti, devi sempre comunicare qualcosa alla polizia entro i 60 giorni successivi, anche se paghi la sanzione.
Dichiararti incapace di ricordare, condividendo il veicolo con più persone, e dimostrarlo con documentazioni appropriate, può essere una strategia valida. Ricorda di valutare bene la tua situazione e di raccogliere tutte le prove e documentazioni necessarie per supportare il tuo caso. Rispondere alla richiesta senza ignorarla e inviare tutto tramite raccomandata o PEC entro i termini previsti è cruciale per far accettare la tua giustificazione senza dover affrontare ulteriori conseguenze.
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