Tutti questi ISEE 2025 non sono in regola, vanno rifatti (e dovrai pagare 25 euro)

Tutte queste persone dovranno rifare l’ISEE già presentato quest’anno pagando 25 euro: ecco perché non sono in regola.

Nei giorni scorsi è stato chiarito un punto fondamentale al fine della presentazione dell’ISEE del 2025. In attesa di altri chiarimenti dell’INPS riguardo alla DSU (la Dichiarazione Sostitutiva Unica), sono arrivate buone notizie per tanti italiani.

persona che fa conti con calcolatrice
Tutti questi ISEE 2025 non sono in regola, vanno rifatti (e dovrai pagare 25 euro)-Senioritalia.it

Dopo settimane di incertezze, infatti, è stata confermato che i Titoli di Stato, i Buoni Fruttiferi Postali e i Libretti di Risparmio Postale, non rientreranno nel calcolo dell’ISEE. Sono beni (mobiliari) in possesso di tantissime famiglie ma, proprio questa esclusione, ha creato un problema (e non da poco) per chi ha già rinnovato la DSU prima della comunicazione, ovvero tra gennaio e febbraio.

ISEE 2025, chi deve rinnovarlo e perché dovrà pagare 25 euro

La notizia, come detto, è buona per tante famiglie, dal momento che l’esclusione di questi voci dall’ISEE abbassa il risultato finale, dando la possibilità a tanti di poter usufruire di tanti Bonus e agevolazioni. Ma, come accennato, cosa fare se la DSU è già stata inviata? Per chi ha un ISEE già in corso di validità, l’INPS consentirà alle famiglie italiane di correggere l’ISEE alla luce delle nuove comunicazioni, ovvero eliminare Titoli di Stato, Buoni Fruttiferi Postali e Libretti di Risparmio Postale.

persona che guarda foglio e pensa
ISEE 2025, chi deve rinnovarlo e perché dovrà pagare 25 euro-Senioritalia.it

C’è tutto l’interesse per tante famiglie a rinnovare l’ISEE alla luce di queste novità: un ISEE più basso, infatti, potrebbe permettere a tanti di rientrare nelle soglie di agevolazioni e Bonus previsti. Manca solo l’ufficialità, ma l’INPS dovrebbe permettere il cambio di ISEE sulla propria piattaforma già dal prossimo 5 marzo. Il cambio del calcolo dell’ISEE, però, sarà a pagamento anche se, di fatto, il contribuente non ha commesso alcun errore e alcune famiglie sono state costrette a rinnovare subito l’ISEE per continuare ad usufruire di alcune misure assistenziali.

Ad esempio, hanno rinnovato l’ISEE – con scadenza entro il 28 febbraio – tutti coloro che hanno richiesto l’Assegno di Inclusione o l’Assegno Unico. Chiaramente, il cambio è un’opportunità per chi ha inserito, a gennaio e febbraio nella DSU, Titoli di Stato, Buoni Fruttiferi e Libretti Postali. Anche per chi percepisce già la cifra massima di alcune misure, come l’Assegno Unico e cioè in questo caso con un ISEE molto al di sotto del limite fissato 17.090,61 euro, un cambio è decisamente superfluo, dal momento che anche con l’inserimento dei beni mobiliari dei titoli non cambierebbe molto.

Il correttivo dell’ISEE, però, potrebbe costare 25 euro (anche se al momento non ci sono conferme in tal senso), dal momento che diverse correzioni simili sono a pagamento. Secondo alcune indiscrezioni, sarebbero in corso trattive tra la Consulta Nazionale dei CAF e l’INPS per cercare di impedire un’ulteriore spesa per i contribuenti. Infine, va ricordato che l’esclusione dei Titoli è prevista soltanto sotto la soglia dei 50.000 euro.

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