Anche se sei disoccupato devi preoccuparti del Fisco: cosa controllano subito delle tue finanze

I controlli del Fisco possono riguardare anche coloro che non percepiscono reddito da lavoro. Cosa devono sapere i discoccupati.

Il tema degli accertamenti del Fisco è molto importante e delicato, soprattutto se non si conoscono completamente le regole. In particolare, l’errore che in molti fanno è pensare che in stato di disoccupazione le finanze non siano controllate. Ma non è così.

uomo preoccupato che legge lettera
Anche se sei disoccupato devi preoccuparti del Fisco: cosa controllano subito delle tue finanze-Senioritalia.it

L’amministrazione tributaria effettua controlli non solo a coloro che hanno un reddito, ma anche ai disoccupati. E’ importante partire da questo punto per chiarire e vedere cosa accade e cosa bisogna fare riguardo i rapporti con il Fisco.

Disoccupati e Fisco, quello che c’è da sapere

L’Agenzia delle Entrate effettua accertamenti fiscali non solo a chi effettua la dichiarazione dei redditi, ma anche a coloro che non hanno redditi da dichiarare, disoccupati o nullatenenti. Ma come? Anzitutto ricordiamo che l’Agenzia delle Entrate chiede una spiegazione, una giustificazione o un eventuale importo dovuto alla fine di un accertamento del quale il cittadino non è avvisato in precedenza, ma che è legato a qualche segnale di irregolarità o dati non coerenti nella dichiarazione dei redditi.

Entrata Agenzia delle entrate
Disoccupati e Fisco, quello che c’è da sapere-Credit ANSA-Senioritalia.it

Ma i controlli fiscali non sono solo legati a questi elementi, e possono quindi comprendere anche i disoccupati. Gli elementi che possono far indagare il fisco possono essere:

  • Spese effettuate, come un acquisto di un immobile o un veicolo di lusso, che fanno nascere la cosiddetta sproporzione troppo grande tra i beni intestati e i redditi non dichiarati.
  • Le spese elevate rispetto alle possibilità economiche del cittadino, fanno sì che l’Agenzia delle Entrate chieda prove documentali, con il rischio che venga richiesto il dovuto.
  • Movimenti sui conti correnti intestati al soggetto: se ad esempio si ricevono bonifici, soprattutto ricorrenti, o si effettuano versamenti in contanti, si può pensare a redditi imponibili non dichiarati. In questi casi, il fisco invia direttamente un ordine di pagamento pari alle imposte evase sul reddito confluito nel conto corrente, e il soggetto potrà solamente difendersi con un ricorso davanti a un giudice accompagnando con prove documentali – le prove dovranno attestare che si tratta di un reddito già tassato alla fonte, oppure esente da tasse.

Importante la questione NASpi, indennità di disoccupazione. L’INPS, tramite il messaggio n. 4353 del 2024 e la nuova “Piattaforma di Proattività” finanziata dal PNRR, ha avviato una campagna informativa rivolta ai beneficiari della NASpI. L’obiettivo è ricordare l’obbligo per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e ha dichiarato nel 2024 un reddito annuo presunto diverso da zero, di comunicare il reddito presunto per il 2025, anche se pari a zero, entro il 31 gennaio 2025, per poter continuare a ricevere la NASpI.

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